Lasciano parecchio perplessi le dichiarazioni fatte dal rappresentante del Governo, secondo quanto denunciato dai sindacati,  a proposito della situazione dei lavoratori Italcementi. Durante l’incontro svoltosi ieri al Ministero dello Sviluppo Economico  il governo avrebbe sostenuto che negli anni passati l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è stato richiesto solo per “spostare il problema” degli esuberi e non per risolverlo. Sono considerazioni irricevibili, che descrivono questi strumenti come concessioni più che come diritti che vanno garantiti. E’ sconcertante vedere svilita in questo modo un’azione politica che negli scorsi anni ha visto il centrosinistra impegnato prima di tutto a tutelare i lavoratori che rischiavano il proprio posto di lavoro. Lo abbiamo fatto mettendo in campo ammortizzatori sociali che hanno richiesto l’utilizzo di risorse importanti.
Nella scorsa legge di bilancio il governo Pd ha introdotto infatti una disposizione (art 22bis del d. lgs. 148 del 2015) che consente di prorogare anche per il 2019 i trattamenti di cigs relativi a casi di rilevanza strategica nazionale e regionale. La somma stanziata per il 2019 ammonta a 100 milioni di euro ed è stata confermata, con alcune modifiche, dall’articolo 25 del dl fiscale attualmente all’esame della Camera. Appare incredibile che il governo in carica invece di proseguire il lavoro degli anni precedenti sollevi problemi riguardo alla possibilità di ricorso alla cigs,strumento indispensabile per la tutela reddituale dei lavoratori. Anche l’atteggiamento aziendale appare inadeguato alle difficoltà della situazione. Occorre che il governo si adoperi con la massima urgenza allo scopo di favorire un accordo tra l’azienda e le organizzazioni sindacali abbandonando atteggiamenti ostruzionistici in grado solo di arrecare danno ai lavoratori e al futuro industriale di una delle aziende più importanti del Paese.
Il governo Conte si dimentica anche del tavolo che solo alcune settimane fa, sempre a Bergamo in Provincia, ha visto di nuovo coinvolti sindacati e politica per confrontarsi sulle possibili soluzioni, e ancora la lettera ricevuta dai parlamentari del territorio per chiedere la proroga di ammortizzatori sociali e tutele, così come non tiene in conto del positivo numero dei lavoratori ricollocati (400 in tre anni).
A questo punto viene da chiedersi cosa ne pensino i parlamentari bergamaschi del Movimento 5 Stelle e della Lega a proposito della posizione assunta dal governo che sostengono. Erano seduti anche loro a quel tavolo in Provincia, attendiamo di capire se davvero intendano stare dalla parte dei lavoratori.
Per quanto ci riguarda, rimarremo sempre vicini ai lavoratori, alle loro famiglie ed alle organizzazioni sindacali, e come abbiamo sempre fatto continueremo a lavorare per garantire tutela e protezione
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