La volontà del ministro dell’Interno Matteo Salvini sul fronte dell’accoglienza dei migranti (emersa di nuovo nella risposta alla mia interrogazione urgente sulla mancata pubblicazione delle graduatorie dei progetti Sprar arrivata oggi) è chiara: tenere il Paese in un perenne stato di emergenza per proseguire una campagna elettorale senza fine. Questa scelta però danneggia fortemente i comuni italiani.

Il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (Sprar), seppur attivato su base volontaria dei comuni italiani, ha mostrato che l’accoglienza diffusa è efficace nell’integrazione dei migranti arrivati nel nostro paese, oltre ad essere un valido aiuto al superamento dei Centri di Accoglienza Straordinari (i Cas) i quali troppo spesso, agendo sotto la spinta dell’emergenza, hanno creato disagi e speculazioni. La mancata pubblicazione delle graduatorie per il finanziamento dei progetti Sprar (attesa il 1 luglio), però, va a danneggiare gli enti locali (i quali non hanno notizie certe sui tempi e gli esiti, e dunque sui progetti finanziati), che troverebbero ristoro nell’arrivo dei finanziamenti potendo continuare a portare avanti i progetti Sprar da loro proposti e mirati all’accoglienza diffusa dei migranti.

Il comune di Bergamo, per esempio, ha presentato la domanda per l’ampliamento del progetto (da 38 a 110 posti) legato a richiedenti asilo adulti che hanno ottenuto un titolo di protezione, e un nuovissimo progetto (il primo in provincia e uno dei pochi in Lombardia) sui minori per 30 posti. Si tratta di quasi 1 milione di euro (400 mila euro per gli adulti e 500 mila per i minori): deve essere chiaro che la politica portata avanti da Salvini sta mettendo a rischio l’arrivo di una somma tanto importante sul territorio.

Il ministro dell’Interno adduce al ritardo nella pubblicazione delle graduatorie Sprar motivi di criticità di carattere finanziario, ma mente sapendo di mentire. Nel bilancio di previsione dello Stato per il 2018 e nel bilancio per il triennio 2018-2020 ci sono infatti già quasi 1 miliardo e 200 milioni di euro, cioè quasi 400 milioni all’anno. La diminuzione degli arrivi sul nostro territorio, facilmente rilevabili dallo stesso cruscotto statistico del Ministero, rende il finanziamento a bilancio più che sufficiente alla distribuzione. Inoltre nel Decreto Ministeriale del 2016 è prevista la gradualità del finanziamento sulla base della graduatoria, sempre se questa fosse pubblicata (cosa che sarebbe peraltro obbligatoria). Di cosa parla allora Salvini? Probabilmente solo del bisogno di portare avanti il sistema deviato dell’accoglienza straordinaria.

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