Vogliamo sostenere le famiglie rafforzando le detrazioni Irpef per le badanti e riconoscere a questi lavoratori e lavoratrici domestici l’indennità di malattia.

Con questa proposta ci occupiamo di un pezzo cruciale del sistema di cura dei non autosufficienti: si prevede di aumentare l’aliquota di detrazione (dal 19 per cento al 30 per cento), l’ammontare massimo di spese detraibili (da 2.100 a 15.000 euro) e il tetto di reddito per avere diritto all’agevolazione (da 40.000 a 55.000 euro). Il risparmio fiscale massimo passa da 399 a 4.500 euro.

Nella scorsa legislatura abbiamo fatto molto per la disabilità e la non autosufficienza, dal rifinanziamento del Fondo nazionale, che oggi può contare su 500 milioni, alla legge sul ‘Dopo di noi’ fino all’aggiornamento dei Lea. La sfida, per il futuro, è la definizione di una strategia nazionale complessiva per la non autosufficienza, possibilmente approvando una legge-quadro.

In Italia si contano 830 mila assistenti domestiche, di cui solo 379 mila regolari. La Convenzione Onu per le persone disabili all’articolo 19 sulla vita indipendente e l’inclusione sociale richiama i Paesi alla garanzia di “accesso ad una serie di servizi a domicilio o residenziali e ad altri servizi sociali di sostegno, compresa l’assistenza personale”.

Con la nostra iniziativa vogliamo offrire un aiuto concreto alle famiglie, che spesso si trovano a ridurre il proprio tenore di vita o addirittura ad indebitarsi pur di sostenere il costo delle badanti necessarie per i loro parenti in condizione di non autosufficienza.

La maggior parte del carico di cura, oltretutto, ricade sulle donne. Sono in maggioranza donne sia le badanti (di cui ci occupiamo con questa proposta di legge) che i familiari che volontariamente si prendono cura dei propri cari in condizione di bisogno (i care giver, oggetto di un primo riconoscimento con il disegno di legge di bilancio in discussione alla Camera).

L’obiettivo strategico è quello di qualificare l’offerta delle assistenti familiari con la formazione, integrarla all’interno della rete dei servizi territoriali e domiciliari (che vanno potenziati) e favorire l’emersione del lavoro nero e grigio che attualmente è enormemente diffuso.

 

“Modifiche al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in materia di detrazione delle spese sostenute per l’assistenza personale nei casi di non autosufficienza, e al decreto del Presidente della Repubblica 31 dicembre 1971, n. 1403, in materia di prestazioni economiche dell’assicurazione contro le malattie nei confronti dei lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari”
Segui qui l’iter della proposta di legge, presentata il 28 marzo 2018, annunziata il 29 marzo 2018)

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