Hanno voluto un dicastero dedicato alla famiglia e disabilità promettendo che sarebbe stata la vera “missione” di questa legislatura. Mentre con una mano mettevano 100 milioni sul Fondo Famiglia – sparito dalle bozze e poi rimesso – dall’altra non c’è alcun rifinanziamento per le misure che sostengono le famiglie nella crescita dei figli: niente voucher, niente proroghe per i 4 giorni di congedo, niente per il bonus bebè o fondi prima casa. Risorse che mancano molto superiori alla pezza messa in questa manovra, che sa più di simbolico che di sostanza. Sostenere le famiglie nei carichi di cura e nella conciliazione tra i tempi di lavoro non è tra le priorità di questo governo. Ancor meno la preoccupazione di mettere in atto misure per contrastare la riduzione delle nascite e l’insostenibilità degli effetti della denatalità. Gli emendamenti che presenterà il Pd correggeranno questa stortura, consapevoli che solo le misure strutturali, come la nostra proposta di Assegno unico e dote universale che proporremo, sono gli strumenti per sostenere in modo effettivo e continuativo le politiche a favore delle famiglie. A vivere di sola comunicazione, senza sostanza, prima o poi si paga. Peccato che a pagare saranno solo giovani e genitore.

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