ROMA – «Sul divieto di pubblicità di giochi e scommesse si è persa l’occasione». Lo ha detto Elena Carnevali, commentando la bocciatura, nel decreto Dignità, di «tutti gli emendamenti del Pd sul tema». In questo modo, «il Governo decide di non dare seguito all’intesa, raggiunta tra Stato e Regioni nel settembre 2017, con cui si prevedeva di proseguire alla riduzione, in tre anni, dei punti gioco. Prima erano 100mila ma grazie all’azione del precedente governo sono diminuite del 30%. E l’obiettivo era di arrivare al 50% di riduzione delle AWP», spiega. «Per quanto il divieto totale della pubblicità (per le tv generaliste, attualmente, dalle ore 22 alle 7) sia importante, la stessa relazione tecnica del governo conferma come ‘la pubblicità degli apparecchi da divertimento – slot – settore ritenuto a più forte rischi per il cd gioco problematico, è vicino allo zero (così come per la pubblicità del Bingo). Quindi, per contrastare il gioco d’azzardo patologico bisogna, come previsto dall’intesa, agire sulla riduzione e capillarità sul territorio. Ma, evidentemente, se prima per i 5 Stelle era un obiettivo fondamentale, una volta arrivati al governo, non è ritenuta più una priorità», conclude. «Ci riproveremo in Aula, perché gettare alle ortiche il lavoro faticoso con tutte le Regioni è una grave responsabilità».

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