La verità oltre la paura: la vita e l’attività del giudice Paolo Borsellino è stata caratterizzata da questo.

Seguì questo sentiero fino alla fine, anche nei lunghi giorni che separarono l’attentato mafioso al collega ed amico Giovanni Falcone dal suo.

Percepiva di essere un “cadavere che cammina”, ma diceva: «è normale che esista la paura, in ogni uomo, l’importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti».

In lui sulla paura prevalse il coraggio di cercare la verità: quella stessa verità che instancabilmente dobbiamo continuare a cercare sulla strage di via d’Amelio, 26 anni fa esatti oggi.

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